Il disastro di Chernobyl, i bimbi e i villaggi |
Il Consiglio Direttivo. Visini Angelo Presidente
Pierfranco Cominardi Vicepresidente
Albino Ferdinando Tesoriere
Lavadini Francesca Segretario
Russo Silvia Revisore dei conti
Dina Lanfredi Revisore dei conti
Carrara Albertina Consigliere
Lanfranchi Renata Consigliere
La
nostra Storia.
A chi sia
venuto in mente di chiamarla OPERAZIONE POPOFF nessuno lo ricorda
più …..
Nel 1994, con
un semplice passaparola tra amici e conoscenti, una famiglia ghedese ha
raccolto
intorno a sè il primo nucleo di famiglie che, con il nome di
OPERAZIONE POPOFF,
hanno aderito al progetto della Fondazione
Aiutiamoli a Vivere di
Terni
per ospitare bambini bielorussi. Perché
bielorussi? Il
territorio di questa nazione è stato fra i più
colpiti
dal disastro di Cernobyl del 1986: le persone più sensibili
alle
conseguenze
negative delle radiazioni erano i bambini nati successivamente a
quell’esplosione nucleare. Era quindi
necessario che questi potessero soggiornare in località non
contaminate per
poter recuperare le difese immunitarie compromesse.
La Fondazione
Aiutiamoli a Vivere di Terni (oltre 200
comitati, oggi sparsi in tutta
Italia) fu tra le prime associazioni ad impegnarsi in questa azione di
solidarietà ed il comitato di
Ghedi tra
i primi cinque ad aderire.
Con
il supporto organizzativo della Fondazione, nel novembre 1994 sono
stati
ospitati i primi 39 bambini bielorussi per un soggiorno terapeutico di
trentacinque giorni. La presenza di questo primo gruppo di bambini
nella nostra
cittadina ha suscitato, oltre che curiosità, una gara di
solidarietà da parte
di tutti.
Questa
prima esperienza positiva ha invogliato anche altre famiglie ad aderire
all’iniziativa che si è consolidata negli anni
successivi, sino ad oggi.
Il
comitato di
Ghedi ha
ospitato in questi 9 anni di attività 218 bambini: ognuno
di loro è stato ospite presso le nostre famiglie per due
anni consecutivi. La
scelta di ospitare un bambino per soli due anni dà la
possibilità ad un
maggior numero di bambini di poter usufruire di questo salutare
soggiorno. I
bambini sono ospitati solitamente nel mese di settembre e sono
accompagnati da
un’interprete e da un insegnante che permette
loro di continuare il loro programma scolastico.
Per
finanziare questo progetto di ospitalità il Comitato
utilizza contributi
erogati da Enti e le libere offerte dei cittadini raccolte con
iniziative
proprie e durante manifestazioni di paese, divulgazione e sensibilizzazione
all’iniziativa in tutte le realtà locali.
Il
progetto del comitato di
Ghedi non
si limita alla sola ospitalità: quando i
bambini tornano a casa, portano con sè oltre
all’amore che gli abbiamo dato
un aiuto materiale per loro e la loro famiglia (vestiario, prodotti per
l’igiene e farmaci di prima necessità). La nostra
azione li accompagna fino
alla loro terra natale mediante iniziative umanitarie che la Fondazione
Aiutiamoli a Vivere realizza in Bielorussia..
Per
questa sua attività di volontariato il comitato di Ghedi ha
ricevuto il
prestigioso riconoscimento del premio
“Bulloni” 2000.
|