Che
cosa devo fare?:
Rivolgiti alle sedi AVIS della tua Regione per avere
informazioni sui servizi di raccolta sangue o trasfusionali
operanti nella tua zona.
Non
occorre prendere appuntamento, occorre invece
essere a digiuno; ti verranno richieste alcune
notizie sulla tua salute, seguirà la visita
medica, il prelievo di sangue e le analisi approfondite
per la verifica della idoneità a donare.
La donazione non fa male:
Per un adulto sano che si sottopone regolarmente
alle valutazioni di idoneità la donazione
non comporta alcun rischio.
Esistono precise disposizioni che regolano la
raccolta del sangue: la quantità del sangue
che viene sottratta mediamente ad ogni prelievo
è minima ed è stabilita con Decreto
Ministeriale in 450 centimetri cubi più
o meno il 10%, e comunque in percentuale inferiore
al 15%, pari a circa il 10% del sangue presente
nellorganismo umano. Lintervallo tra
una donazione di sangue intero e laltra
non deve essere inferiore a 90 giorni.
La frequenza annua delle donazioni non deve essere
superiore a 4 nelluomo e a 2 nelle donne
in età fertile.
I controlli e le visite periodiche costituiscono
inoltre medicina preventiva, a tutela dello stato
di salute generale del donatore.
La donazione non fa male nemmeno nelle donne nel
ciclio mestruale:
La donazione di sangue per le donne non ha alcuna
controindicazione. Tuttavia lo Stato, attraverso
il D.M. 15/01/1991 "Protocolli per laccertamento
della idoneità del donatore di sangue ed
emoderivati", proprio in considerazione del
problema rappresentato nella domanda cautela le
donne imponendo un massimo di due donazioni lanno,
che, invece, per luomo salgono a quattro.
Il monitoraggio costante della emoglobina, effettuata
preliminarmente ad ogni donazione, e del ferro,
assicurano la tutela della salute delle donatrici.
Le stesse risultano essere particolarmente "adatte"
alla donazione di plasma in aferesi che non incide
assolutamente sulla parte corpuscolata (globuli
rossi, globuli bianchi, piastrine).
Tutti possiamo donare?:
Per
essere donatore di sangue occorre avere buona
salute e almeno 18 anni, pesare almeno 50 Kg.,
e non avere sofferto di malattie importanti (ad
esempio affezioni cardiovascolari, ulcera gastroduodenale);
in ogni caso il colloquio con il medico ed appositi
esami di laboratorio verificheranno l'idoneità
alla donazione.
Pensare
alla vita:
Il sangue umano è un "prodotto"
naturale, spontaneo, non riproducibile artificialmente,
indispensabile alla vita.
E'
anche una fonte di energia rinnovabile ed è
quindi possibile privarsi di una parte di esso
senza avere danni, perché l'organismo lo
reintegra prontamente.
Donare
sangue volontariamente e con consapevolezza rappresenta
un gesto importante: vuol dire infatti rendere
concreta la propria disponibilità verso
gli altri ed anche verso se stessi, poiché
così facendo si alimenta un "patrimonio"
collettivo di cui ciascuno può usufruire
al momento del bisogno.
Oggi mi sento bene:
Donare sangue periodicamente garantisce al donatore
un controllo costante del proprio stato di salute,
attraverso le visite sanitarie e gli accurati
esami di laboratorio. Il donatore ha così
la possibilità di conoscere il proprio
organismo e di vivere con maggiore tranquillità,
sapendo che una buona diagnosi precoce gli eviterà
l'aggravarsi di disturbi latenti.
Per
l'AVIS la tutela della salute del donatore è
fondamentale.
Tutti insieme possiamo farcela:
L'Italia importa gran parte degli emoderivati
di cui ha bisogno, con una elevata spesa per il
Servizio Sanitario Nazionale ed un maggior rischio
di trasmissione di malattie, poiché il
sangue da cui essi sono ottenuti non sempre proviene
da donatori volontari, periodici ed attentamente
controllati.
Dobbiamo
quindi renderci progressivamente autosufficienti,
per ridurre i costi ma soprattutto per una maggiore
garanzia sulla origine e qualità del sangue.
Una
via da percorrere in questa direzione c'è
già: la donazione mirata. Essa consiste
nel prelevare solo una parte del sangue (plasma,
piastrine, ecc.,) e restituire il resto al donatore.
Queste
tecniche indicate globalmente con il nome di "aferesi",
dovranno trovare una applicazione sempre più
estesa, proprio per favorire un uso più
razionale del sangue.
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